giovedì 11 marzo 2010
 
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IL MASCHIO ANGIOINO

 

Simbolo della città è certamente Castel Nuovo, conosciuto ai più come Maschio Angioino.
Edificato tra il 1279  e il 1282 durante la dominazione angioina, fu ricostruito da quella aragonese poco più di centocinquanta anni dopo.
La realizzazione del castello fu ordinata da Carlo D’Angiò, nel 1266, che rifiutò di risiedere all’interno di Castel Capuano e Castel dell’Ovo  e pretese una residenza fortificata fuori dalle mura di Napoli, presso il Campus Oppidi.
La costruzione del maniero fu affidata ai due architetti francesi  Pierre d'Angicourt e Pierre de Chaulnes.
In realtà della struttura originale non rimane molto, a parte la Cappella Palatina, in quanto negli anni che seguirono furono molte le ristrutturazioni e i lavori di ampliamento e di abbellimento, voluti dai diversi occupanti del castello e che hanno visto, tra le altre, anche le opere di Giotto, di cui purtroppo oggi non rimane nulla.
Quello che è oggi il Maschio Angioino, con le sue cinque torri (Torre di San Giorgio, Di Mezzo e Di guardia, quelle rivolte verso terra e Torre dell’Oro e Torre di Beverello quelle rivolte al mare), è invece il risultato della radicale opera di ristrutturazione eseguita durante la dominazione Aragonese nel 1442, per volere di Alfonso D’Aragona, che affidò all'architetto aragonese Guglielmo Sagrera il compito di progettare il nuovo aspetto da dare al maniero e quelle che oggi sono riconosciute come alcune delle più belle opere rinascimentali italiane.

Da segnalare la magnifica Sala dei Baroni, chiamata così per l’arresto di massa di tutti i baroni del regno riuniti in quella sale per volere di Ferrante D’Aragona, figlio di Alfonso, dopo aver scoperto una congiura ai suoi danni. Collocata all’angolo della torre di Beverello,  la sala è sormontata da una volta ottagonale dotata di costoloni che formano un disegno a stella. Secondo i registri dell’epoca la sala fu decorata da Giotto, ma del suo lavoro non rimane nulla se non la citazione in una raccolta di sonetti composti intorno al 13560 da un autore anonimo.
L’Arco di trionfo, all’ingresso del castello, è una delle opere di maggiore interesse artistico della struttura, chiaramente ispirato agli archi di trionfo romani, è posizionato tra le torri Di Mezzo e Di Guardia.
Non mancano certamente, come per ogni castello che si rispetti, le leggende legate alla presenza dei sotterranei e delle prigioni, si narra infatti i sotterranei molti dei prigionieri fossero dati in pasto al coccodrillo presente in una delle celle.

 

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