L’antica Herakleion di origine italica, passò sotto l’influenza greca intorno al V secolo a.C., poi a quella sannitica e infine fu trasformata in municipio romano e fu un centro soprattutto residenziale. L‘eruzione del 79 d.C. coprì Herculaneum con uno strato di lava e fango, che formò il banco alto fino a 25 metri su cui si è poi sviluppata Resina.
Gli scavi, cominciati nel ‘700, hanno riportato alla luce residenze di epoche romane, prima fra tutte la Villa dei Papiri, appartenente alla famiglia dei Pisoni, aperta al pubblico nel 2003, a circa 250 anni dalla sua scoperta; deve il nome alla collezione di circa 1000 papiri ritrovati e ora ospitati al Museo Archeologico di Napoli insieme ai marmi e ai bronzi. L’impianto urbanistico, con insulae delimitate da cardi e decumani, è invece l’unica traccia della fase greca.
Luoghi da non perdere:
• Casa del Mosaico di Nettuno e Anfitrite: Il mosaico si trova nel triclinio estivo. L’edificio e l’annessa bottega di vianio con gli scaffali di legno per le anfore sono tra i meglio conservati.
• Casa dei cervi: Cosi detta per i bei gruppi marmorei, è tra le più articolate: il giardino interno, porticato, collega la parte nord(ingresso, triclino coperto e vari ambienti minori) con quella panoramica a sud, chiusa da una pergola e da ambienti per il riposo.
• Casa a graticcio: Esempio caratteristico di residenza multi familiare economica: lo scheletro di legno e canne è completato da muratura non pregiata, i tufo e calce.
• Le Terme urbane: costruite nel 10 a.C., sono divise in due sezioni: quella maschile, più ampia e decorata, comprende anche una palestra; quella femminile, più piccola e meglio conservata, mantiene un’atmosfera riservata.
• Casa del bicentenario: Abitazione patrizia sul decumano massimo con pavimenti a mosaico e interessanti pitture parietali
• L’area degli scavi: E’ delimitata a nord dal decumano massimo; a sud dai resti delle antiche mura, poi cancellate dalle dimore romane; a ovest dalla via che conduce al mare; a est dalla palestra.
• L’area della palestra: è dominata dalla sala absidata della mensa agonistica e dalla grande vasca centrale per i “palestriti”, alimentata da una fontana di bronzo.
Curiosità:
Ercolano vanta del più noto mercato di oggetti usati, battezzato: “Il Mercato di Resina”, al suo interno vengono esposti e venduti abiti, costumi di scena e indumenti militari. E’ aperto al pubblico durante tutta la settimana, compresa la domenica, tra le stradine gremite di persone e le piazze intorno a via Pugliano, nel Comune di Ercolano.
Questo mercato è sorto durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, quando in questa provincia di Napoli si contrabbandavano cose e indumenti sottratti ai mezzi statunitensi di passaggio ed è nato negli anni successivi fino a mutare in un'istituzione. Questo fiorente mercato ha dovuto affrontare la crisi dovuta al terremoto dell’80, a causa del cedimento strutturale di alcuni edifici posti nelle zone dove si effettuava il commercio. Nel ’96 il mercato di Resina, grazie ad alcuni finanziamenti, ha potuto riaprirsi al pubblico più fiorente che mai, con numerose novità.
Il commercio di materiale sempre più pregiato ha preso piede nel mercato, tramutandosi in un luogo dove numerose persone si recano alla ricerca della migliore offerta proposta, rientrando persino con indumenti di luoghi lontani.
Oltre agli abiti, di questi tempi, nel mercato è possibile trovare anche gioielli falsi o veri, basta non farsi ingannare dall’abilità dei commercianti di Ercolano.